
Prof.ssa Valentina Vano
Danzaterapista, Milano, MI, Italy
Diploma in DanzaTerapia metodo Maria Fux conseguito presso lo Studio di Danza Creativa della Danzatrice Maria Fux, avenida Callao 289, Buenos Aires (Argentina)
telefono: 339 4805033
Valentina Vano è artista e danzaterapista italiana specializzata in danza contemporanea orientata alle nuove forme di movimento. Si è formata a Buenos Aires nello Studio di Danza Creativa della coreografa argentina Maria Fux con la quale ha condiviso anche il palcoscenico.
Titolare di una borsa di studio vitalizia presso l’omonimo Studio, ha portato a termine l’intero percorso formativo e i numerosi anni di specializzazione in Argentina sotto la guida di Maria Fux che ne ha curato personalmente anche la supervisione.
Dopo una lunga esperienza lavorativa a Buenos Aires è tornata in Italia e attualmente insegna nella città di Milano nella maniera più fedele possibile agli insegnamenti della Maestra creatrice dell’originale sistema di movimento, improvvisazione e riabilitazione.
Dopo una lunga esperienza lavorativa a Buenos Aires è tornata in Italia e attualmente insegna nella città di Milano nella maniera più fedele possibile agli insegnamenti della Maestra creatrice dell’originale sistema di movimento, improvvisazione e riabilitazione.
Sono una foglia che danza portata dal vento. Vengo a cercarti...per incontrarti di nuovo come se fosse la prima volta
La Repubblica – Milano – lunedì 25 febbraio 2002
I “miracoli” di MARIA
Balla da sola a 80 anni la “maga” della danza
di Manuela Binaghi
SE ESISTONO ancora persone che compiono miracoli, Maria Fux è una di queste.
Con la sua danzaterapia ha fatto danzare sordi, ciechi, anziani, bambini down, celebrolesi.
Minuta, un viso intelligente e dolcissimo, questa signora dotata di grande cultura (la pittura surrealista e la musica degli impressionisti hanno ispirato parecchi suoi lavori), nata in Argentina da una famiglia ebrea russa, molto povera, non mente quando afferma: «Inizio la vita adesso, a ottant'anni».
Con la sua danzaterapia ha fatto danzare sordi, ciechi, anziani, bambini down, celebrolesi.
Minuta, un viso intelligente e dolcissimo, questa signora dotata di grande cultura (la pittura surrealista e la musica degli impressionisti hanno ispirato parecchi suoi lavori), nata in Argentina da una famiglia ebrea russa, molto povera, non mente quando afferma: «Inizio la vita adesso, a ottant'anni».
Con grande passione - "non sono una psicologa, neppure una terapista, sono un'artista" - persevera ancora nella sua missione girando per il mondo, dove organizza spettacoli, stage di formazione professionale e corsi aperti a tutti, disabili e non. Ha pubblicato vari libri, il più noto "Frammenti di vita nella danzaterapia". L'abbiamo incontrata alla vigilia del suo spettacolo milanese, "Sintesis de Vida", in scena domani al Teatro Libero, a cura dell'associazione «Sarabanda» di Elena Cerruto.
Signora Fux, a ottant'anni affronta uno spettacolo da sola, non le sembra un po' azzardato?
- Per me danzare non è un lavoro, è iI piacere di vivere, di respirare, è un mòdo per andare incontro agli altri. In Sintesis de Vida danzerò scene della miavita attraverso la musica, il silenzio, la forma. Ritorno ai miei primi quindici armi, quando fui ispirata dalla lettura di un libro molto importante: la vita di Isadora Duncan, una ballerina molto famosa del secolo scorso che sviluppò l'idea della libertà del movimento».
La danza come arteterapia: quando ha scoperto che la danza guarisce?
- «Nella mia vita sono entrata in contatto con molte popolazioni primitive e ho compreso che la danza è una medicina non solo del corpo ma anche dell'anima».
Nei suoi gruppi accoglie persone con diversi handicap e riesce a farle danzare: qual è il segreto della sua tecnica?
- «Sento la vita perché l'altro mi sta vicino. Io sono solo un ponte, cerco di trasmettere amore e dare all'altro la possibilità di crescere. La danzaterapia non è una tecnica ma un metodo nato dall'arte; aiuta a integrare la persona attraverso una successione di movimenti che procurano confidenza e alimentano la creatività».
In più occasioni ha affermato che tutti abbiamo dei limiti, anche le persone ritenute normali: in che senso?
- «I limiti dell'altro permettono di conoscere anche i nostri. I1 sordo non sente ma vede le nuvole che si muovono, il cieco non vede ma sente se io canto "ti voglio bene assai". Tutti siamo limitati, a volte crediamo di sentire e non sentiámo, di vedere e non vediamo. L'accettazione della diversità e del limite aiuta a usare la creatività».
Quand'è nata la sua passione per la danza?
- «Il mio amore per la danza è cominciato quand'ero ancora nel ventre di mia madre che aveva un problema ad una gamba. Quel limite della mamma mi ha fatto capire e amare l'handicap, io sono la gamba di mia madre che danza. A tredici anni le ho chiesto di danzare e lei mi ha sempre aiutata mentre mio padre non voleva perché ballare, a quell'epoca, era sinonimo di prostituzione».
L'Argentina sta vivendo un periodo molto difficile, come pensa che uscirà da questa crisi?
- "Il mio paese è in gravi difficoltà ma sono convinta che riuscirà a superare questo brutto periodo perché è popolato da gente meravigliosa che lavora nell'anonimato per far crescere la cultura degli emigranti. Questa nuova generazione ha molta fede e continua a seminare per far crescere nuovi frutti. In questo momento abbiamo bisogno dell'aiuto degli altri paesi, anche dell'Italia".
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| Marìa Fux e Isadora Duncan: dialogo tra due cammini |
Valentina Vano
telefono: 339 4805033
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